Il Refosco dal Peduncolo Rosso è menzionato sin da tempi antichissimi come vino di grande rinomanza. In tutti i banchetti, dei quali si ha certezza storica, fra i vini del Friuli il Refosco era sempre presente in compagnia di Picolit, Ribolla e Ramandolo.
Già i romani lodavano le sue qualità e il particolare colore del grappolo, intenso e scuro, tanto da denominarlo Racimulus fuscus, espressione poi tradotta nel volgare ràp fosc, grappolo scuro, da cui il nome attuale.
Altre menzioni su questo vitigno le troviamo a partire dal 1400, citato più volte in opere letterarie; addirittura Giacomo Casanova racconta di come il vino Refosco fosse un importante e preziosa merce di scambio utilizzata dai mercanti della Serenissima.